il libro
In un contesto in cui la ricerca storica europea appare ancora fortemente condizionata da istanze maschili-bianche e le reti accademiche non sembrano certo distinguersi nell'investire sensibilità ed energie sulla storia dei soggetti "altri", quali le lesbiche sono indubbiamente, i lavori qui presentati assumono sicuramente una rilevanza particolare nel panorama storiografico.
Frutto di un lavoro corale sulle poche fonti e testimonianze di cui ancora si dispone, il volume si avvale dei contributi di alcune note storiche del lesbismo che si occupano di esistenze e resistenze lesbiche nell'Europa dei nazifascismi, includendo anche il franchismo spagnolo. La barra che si è scelto di apporre su "r/esistenze" sta infatti a indicare come per le lesbiche la stessa esistenza possa essere considerata una forma di resistenza (all'eterosessualità obbligatoria, alla cancellazione di sé e delle proprie passioni), ancor più in periodi di forzata "normalizzazione" di tutte le donne come furono quelli dei fascismi europei del Novecento. Ma la "resistenza" che trova spazio in questo libro è anche quella di lesbiche politicamente consapevoli, che fronteggiarono e combatterono con determinazione e coraggio le dittature di Mussolini, di Hitler e di Franco.
Nel volume vengono inoltre affrontate anche le questioni, spesso rimosse, relative alla "zona grigia" della sopravvivenza durante l'internamento e ai rapporti fra "asociali" e "politiche" nei Lager.

le curatrici
Paola Guazzo ha recentemente pubblicato il romanzo Un mito, a suo modo e curato con altre Il movimento delle lesbiche in Italia.
Ines Rieder dagli anni Novanta si occupa principalmente di ricerca storica. Suoi lavori sono stati pubblicati in diverse riviste internazionali.
Vincenza Scuderi è ricercatrice di Lingua tedesca e traduzione presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell'Università di Catania.



lunedì 21 gennaio 2013

R/esistenze lesbiche a Vicenza


23 GEN ORE 20.30 SEDE DELOS
Paola Guazzo presenta il libro“R/ ESISTENZE LESBICHE NELL’EUROPA NAZIFASCISTA ”a cura di Paola Guazzo – Ines Rieder – Vincenza Scuteri
Edizioni Ombre Corte, 2010
conduce Daniela Wolf
*Evento in occasione della Giornata della Memoria*
INGRESSO LIBERO
INFO www.delosvicenza.it

mercoledì 29 agosto 2012

R/esistenze lesbiche, recensione di Elena Petricola su "Il mestiere di storico"

Pubblicato su "Il mestiere di
storico", semestrale della Sissco, I, 2012. Paola Guazzo, Ines Rieder, Vincenza Scuderi (a cura di), R/esistenze lesbiche nell’Europa nazifascista, Verona, Ombre Corte, 190 pp., € 19,00 Com’è noto, la letteratura riguardante la storia lesbica in Italia è estremamente esigua,così come la circolazione di testi che si occupino dell’argomento comprendendo il caso italiano all’interno di una dimensione internazionale e transnazionale. R/esistenze lesbiche rappresenta dunque una felice iniziativa in questo senso, volendo portare in Italia uno studio che attraversi la dimensione europea. Insieme a questo aspetto, il punto centrale è però rappresentato da un’indagine che apre una perlustrazione su un periodo complesso e nello stesso tempo ricco di stimoli sul piano della ricerca per la carenza di fonti, come quello coincidente con l’affermazione del nazi-fascismo e l’inasprimento del processo di razzizzazione che attraversa le società europee e che, come la ricerca ha ampiamente mostrato, vede profondamente coinvolte le donne. Il libro si articola in una raccolta di otto saggi, alcuni inediti e altri già pubblicati all’estero e qui presentati in traduzione, offrendo un’analisi delle esistenze e delle strategie di resistenza, oltreché in alcuni casi di adesione e promozione della Resistenza, di lesbiche in Germania, in Austria, in Italia e in Spagna. Vengono proposte sia le traiettorie esistenziali di singole sia esperienze di reti transnazionali di donne in Europa che hanno vissuto più o meno apertamente le proprie preferenze sessuali, e che tanto in stato di libertà quanto nel sistema concentrazionario – che viene meritoriamente indagato nel libro, con un affondo nelle contraddizioni che produce sul piano dei comportamenti – e durante la guerra ma anche nel dopoguerra hanno trovato il modo per farsi spazio all’interno di sistemi di controllo repressivi e disumanizzanti, soffrendone le misure costrittive, punitive e mortifere. Attraverso la letteratura di memoria, le testimonianze raccolte dalle aa. e le (poche) fonti giudiziarie e politiche, e con il supporto di un’ampia bibliografia internazionale, emerge così il modo in cui nei diversi contesti nazionali la legislazione colpisce, apertamente o meno, il comportamento omosessuale e individua nella lesbica una donna potenzialmente riconducibile ai ruoli e ai compiti ascrivibili alla maternità, alla procreazione ealla prolificità necessari allo Stato e alla comuni tà nazionale. Eugenetica, razzismo, «eterosessualità obbligatoria», radicalizzati sotto i regimi, rappresentano dunque il sostegno per la costruzione di biopolitiche sempre più cogenti, tra controllo, delazione e repressione. In questo modo il volume offre una ricostruzione dell’escalation repressiva che caratterizza l’Europa tra gli anni ’20 – per molti aspetti un momento eccezionale per l’associazionismoe gli ambienti culturali gay e lesbici, soprattutto per quel che riguarda la Berlinoweimariana – e gli anni ’40, con forti elementi di continuità e persistenze nel dopoguerra (per l’abrogazione del Paragrafo 129 che punisce il lesbismo in Austria bisogna arrivare al 1971). L’auspicio è che questa storia e queste storie continuino a essere indagate e che trovino finalmente cittadinanza anche nella ricerca accademica in Italia. Elena Petricola

giovedì 7 aprile 2011

R/esistenze lesbiche a Urbino


Centro donna Urbino, Femminismi, Donne ribelli,
ti invitano a partecipare alla presentazione del libro
“R/esistenze lesbiche nell’Europa nazifascista”. A cura di Paola Guazzo, Ines Rieder, Vincenza Scuderi, edizioni Ombre corte, Verona 2010.
Presentazione con Paola Guazzo, interventi su “Omofobia e destra in Italia oggi” a cura di Femminismi.

Urbino, Centro donna, via Valerio 8, 15 aprile 2011, alle ore 18.30.
Seguirà alle ore 20.30 un aperitivo e buffet di finanziamento e alle ore 21 la proiezione del film “Aimée et Jaguar” (2009), tratto dalla storia vera narrata da Erica Fisher, regia di Max Fuberbock.

Non è passato molto tempo da quando, nel 2009, il Parlamento italiano bocciava la proposta di estendere all’ omofobia l’articolo di legge che definisce le aggravanti di un reato (art.61 codice penale). Rocco Buttiglione, “esimio” professore universitario, assieme a uno sparuto ma potente gruppo di parlamentari integralisti cattolici, paragonò in aula l’orientamento sessuale naturale delle persone gay e lesbiche ai più atroci passatempi sessuali, scatenando la protesta generale contro questa insinuante menzogna. Ma dato che oggi molte persone Lgbt non si nascondono più, assieme a genitori e amici, colleghi e vicini, è possibile anche nel nostro paese sperare in una nuova cultura, quella dei diritti umani, della cittadinanza piena e della parità nella differenza.
Nel novembre 2010 l’attuale prèmier, detto “il cavaliere”, per scrollarsi di dosso gli occhi dei media per sospetto coinvolgimento in prostituzione minorile, affermò che comunque ogni cosa, anche quelle illegali o al limite della legalità, erano tutte meglio che “essere gay”. La risposta è stata una grande diffusa protesta di piazza fatta dalla società civile al fianco dei movimenti Lgbt, al grido “Meglio lesbica, o gay, che Berlusconi”.
In questi anni il termine “omofobia” è passato agli onori della cronaca, non perché prima le violenze non esistessero ma poiché finalmente si sta diffondendo la consapevolezza di non voler più passare sotto silenzio la discriminazione, e le intimidazioni di cui sono state oggetto, in quanto minoranze, le persone lgbt. Ma su cosa si fonda l’omofobia, quali sono le sue radici culturali? E’ importante approfondirlo, non fermarsi solo alle parole, perché più volte anche la sinistra italiana ha dimostrato di essere omofobica, e non c’è solo lo storico film “La patata bollente” di Steno a ricordarlo.
In questi ultimi trent’anni si sono moltiplicati in tutto il mondo i “coming out” lgbt e le dichiarazioni a favore della parità di diritti; occorre ricordare che negli Usa il movimento lgbt ha contribuito all’ elezione di Obama, in Israele le lesbiche palestinesi hanno incontrato quelle israeliane, in Sudafrica è stata lanciata una campagna contro l’omofobia che ha raccolto grandi consensi, in gran parte d’Europa sono state approvate leggi che riconosco non solo le persone ma le famiglie “differenti”. In Italia niente. Ma qual è la radice del nostro nulla?
Il progresso dei diritti Lgbt deve il suo attuale sviluppo anche alla resistenza di tante persone che durante il nazifascismo hanno lottato per salvare la propria umanità e quella dei loro simili. Abbiamo pensato che fosse importante portare una testimonianza di questa storia, per festeggiare il 25 aprile antifascista di quest’anno. Grazie all’intervento di Paola Guazzo presenteremo l’analisi raccolta nel prezioso libro sulle resistenze lesbiche al nazifascismo, per conoscere una faccia sconosciuta dell’Europa in un momento storico in cui ogni differenza veniva perseguitata, ossessivamente, come a volerla cancellare in un delirio di normalità e di normalizzazione. Donne coraggiose che hanno fatto parte della Resistenza, lesbiche che hanno contribuito alla liberazione dalle dittature, storie di campi di concentramento e di vite clandestine.
Alla fine del dibattito sarà proiettato il film “Aimée et Jaguar”, tratto da una storia vera, la vicenda di una tedesca, moglie di un ufficiale nazista, che a 83 anni ha narrato il suo amore per una donna di origini ebraiche e attivista della resistenza.
In una Italia che qualcuno vorrebbe dividere in tanti feudi, governati dal soldo e dalle antenne televisive, questo è un messaggio di solidarietà e di speranza.


il nostro blog: http://femminismi.wordpress.com

martedì 29 marzo 2011

R/esistenze lesbiche e gay a Salò


Anpi Salò presenta:

La Resistenza degli omosessuali: lo sterminio e la negazione

con Paola Guazzo, co-curatrice di R/esistenze lesbiche nell'Europa nazifascista ( ombre corte 2010)
Marco Reglia, referente Memoria Storica - Arcigay
Irene Panighetti, giornalista

Salò, Centro Sociale Due Pini, zona piscina e scuola elementare
1 aprile 2011, ore 21

lunedì 28 febbraio 2011

R/esistenze lesbiche - la recensione di Eva Mamini su "Leggere donna" 176

R/esistenze lesbiche nell’Europa nazifascista
a cura di Paola Guazzo, Ines Rieder, Enza Scuderi
Ombre Corte, 2010, 19 euro

Questo libro, frutto di un' articolata e ponderata sinergia transnazionale, presenta alle lettrici e ai lettori italiani una raccolta di testi fondamentali per focalizzare l’oggetto oscuro della storia delle lesbiche (e delle donne) nel periodo dei nazifascismi europei. I contributi presentati sono quelli delle maggiori studiose europee di storia lesbica (da Claudia Schoppmann a Marie-Jo Bonnet, alla spagnola Raquel Osborne) e segnano la rottura di una troppo a lungo persistente cortina di silenzi e omissioni; se è vero, infatti, come afferma Luisa Passerini nella sua recensione su “Il manifesto” ( luglio 2010), che le lesbiche sono quasi sempre non rappresentate nelle commemorazioni europee dello sterminio, R/esistenze lesbiche dimostra quanto questa esclusione sia storicamente infondata. Osserva inoltre Daniele Salerno in una sua recensione sul sito del Centro Trame ( Centro studi su traumi e memorie collettive, Università di Bologna ) che il Paragrafo 175 - che sanciva la penalizzazione della sola omosessualità maschile nella Germania prima guglielmina e poi nazista – ha rappresentato una sorta di damnatio memoriae su quanto hanno dovuto subire le lesbiche durante il Terzo Reich: “La rimozione del soggetto lesbico nella legislazione nazista ha prodotto infatti due conseguenze: dal lato del lavoro dello storico ha prodotto la difficoltà di riconoscere e tracciare, a partire dai documenti, una storia delle lesbiche sotto i regimi nazifascisti, dato che questo soggetto, al contrario dei gay nominati come 175 (paragrafo del codice penale tedesco contro l’omosessualità maschile), giuridicamente non esisteva; dall’altro lato il sistema classificatorio giuridico e concentrazionario nazista ha modellato il sistema classificatorio della giustizia di transizione: chi non era esplicitamente nominato nei documenti e nelle forme classificatorie dei campi di concentramento (i triangoli di vario colore, tristemente noti) ha avuto difficoltà nel dopoguerra a costituirsi ed essere riconosciuto dagli stati europei come vittima dei regimi nazifascisti. Da qui i ritardi nel riconoscimento: solo nel 1987 nel parlamento di Bonn furono ascoltate delle vittime del Nazismo nella loro qualità di lesbiche.”
Con questo libro veniamo anche a sapere che in Austria, con il paragrafo 129, vi fu una triste par condicio fra la persecuzione delle lesbiche e quella dei gay: l’articolo di Ines Rieder parla chiaramente di sessantasei casi di donne arrestate dalla Gestapo per atti lesbici. Si chiarisce anche un’altra damnatio memoriae, stavolta più sociale che archivistica, ma non certo di minore rilevanza: Rosa Jochmann, socialista internata a Ravensbrück, verrà “accusata” di lesbismo da un'altra ex internata e si difenderà negando l'accusa persino in una lettera al presidente austriaco. Il tempo del silenzio storico omosessuale e lesbico dipende soprattutto da condizioni sociali e culturali che portano alla paura e alla vergogna: l'assenza di documentazione e di ricerca è spesso solo una conseguenza di un'assenza più vasta, di un'ombra posta dai soggetti stessi a difesa di sé.
Il colore della negazione e della scomparsa è proprio quel nero del triangolo che fu dedicato dai nazisti a molte donne marginali, incluse le prostitute e le lesbiche, e fu altro marchio del loro internamento a partire dal 1942. Altre lesbiche furono interne per una quella che Enza Scuderi, nel suo saggio sulle scrittrici in esilio, definisce come “commistione esplosiva fra lesbismo, impegno politico e origine ebraica”.
Del rapporto fra lesbiche “comuni”, triangoli neri, e politiche a Ravensbruck si occupa il saggio di Marie-Jo Bonnet, che ci indica come una certa rappresentazione stigmatizzante del lesbismo, qui trasposta nella figura della julot (lesbica “pappona”) non fosse solo nazista ma riguardasse in qualche misura anche le stesse detenute.
Anche Raquel Osborne si occupa di internamento, portando alla luce dinamiche simili a quelle evidenziate da Bonnet anche nelle carceri franchiste.
All'Italia è dedicato il saggio di Paola Guazzo, che propone una “tipologia” delle esistenze lesbiche durante il fascismo: dall'intellettuale , alla bostoniana di mondo, alla sportiva, alla prostituta, alla Giovane Italiana, alla resistente. Il saggio contiene anche interessanti spunti storiografici: da una messa in discussione dell'”antifascismo esistenziale” teorizzato da Giovanni De Luna, alla critica delle rimozioni di alcune storiche femministe e a quella della “mitologia dell'oppressa”, che troppo spesso pare emergere quando si parla di Shoah e di resistenza al femminile.
R/esistenze lesbiche è la prima raccolta di studi storici lesbici europei, e il fatto che sia nata proprio in Italia apre un ampio credito alla possibilità di r/esistenza delle ricercatrici italiane, nonostante il “triangolo nero” che le università del nostro paese non hanno mai smesso di dedicare ai soggetti cosiddetti eccentrici.

Eva Mamini



R/esistenze lesbiche a Salò, 1/4/2011

mercoledì 2 febbraio 2011

R/esistenze Lesbiche a Sassari (Mos)

In occasione della giornata della memoria del 27 Gennaio, il Movimento Omosessuale Sardo ha organizzato, al CCS Borderline, due settimane di film, reading e performance per ricordare la persecuzione delle persone omosessuali durante il nazismo.
Il 10 Febbraio alle 18:00 incontro con Paola Guazzo, autrice, con Ines Rieder e Vincenza Scuderi di “R/esistenze lesbiche nell’Europa nazifascista”. Libro in cui “r/esistenze” sta ad indicare come per le lesbiche la stessa esistenza possa essere considerata una forma di resistenza (all’eterosessualità obbligatoria, alla cancellazione di sé e delle proprie passioni), ancor più in periodi di forzata “normalizzazione” di tutte le donne come furono quelli dei fascismi europei del Novecento. Ma la “resistenza” che trova spazio in questo libro è anche quella di lesbiche politicamente consapevoli, che fronteggiarono e combatterono con determinazione e coraggio le dittature di Mussolini, di Hitler e di Franco.
Per maggiori informazioni visita il sito del MOS.

R/esistenze Lesbiche al Buon Pastore

DOPPIO APPUNTAMENTO al Centro Femminista Separatista . Via
S. Francesco di Sales 1B il prossimo venerdì 11 febbraio.


ore 18:30 presentazione del libro (con traduzione in LIS)
R/esistenze lesbiche nell'Europa nazifascista a
cura di Paola Guazzo, Ines Rider, Vincenza Scudieri

Paola Guazzo ne parla con Antonella Petricone e Monica
Cristina Storini

Organizzano:
Coordinamento Lesbiche Romane e Area Cultura della Casa Internazionale delle
Donne


speciale KESBILE’ “Aspettando
Valentina”

ore 20:30
cena
ore 22:30 festa dance, giochi,
chiacchiere in libertà


L'evento è aperto a SOLE
DONNE.



Per info:
CFS - Centro Femminista Separatista
06.6864201
e-mail: contatti@clrbp.it (C.L.R.)
Vi invitiamo a
divulgare questa e-mail e vi aspettiamo in
tante,

C.L.R. - Coordinamento Lesbiche Romane

lunedì 31 gennaio 2011

R/esistenze Lesbiche a Radio Beckwith Evangelica

Domani (1 febbraio) alle 12 e in replica mercoledì (2 febbraio) alle 19 va in onda su R.B.E. http://rbe.it/ (radio Beckwith evangelica ossia la radio valdese che parte dalla Val Pellice e si sente fino a Milano, ma in streaming è meglio!) una puntata della trasmissione quindicinale "Cammin Facendo" di approfondimento al femminile a cura del Coordinamento Donne Valpellice. La puntata riguarda lo sterminio delle donne nei campi di concentramento nazisti.
Verrà anche presentato il libro "R/esistenze lesbiche nell'Europa nazifascista" con l'intervista telefonica a Paola Guazzo, che sarà successivamente disponibile in podcast all'indirizzo interno della trasmissione.

lunedì 17 gennaio 2011

R/esistenze lesbiche a Milano

PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA CDM PRESENTA

LA PERSECUZIONE DELLE LESBICHE SOTTO IL NAZIFASCISMO: UN CASO DI ELIMINAZIONE/RIMOZIONE DELLA MEMORIA?

PAOLA GUAZZO PRESENTA "R/ESISTENZE LESBICHE NELL'EUROPA ANTIFASCISTA"

a cura di Paola Guazzo, Ines Rieder e Vincenza Scuderi -Ed. Ombre Corte, 2010


"La rimozione del soggetto lesbico nella legislazione nazista ha prodotto [...] due conseguenze: dal lato del lavoro dello storico ha prodotto la
difficoltà di riconoscere e tracciare, a partire dai documenti, una storia delle lesbiche sotto i regimi nazifascisti, dato che questo soggetto, al
contrario dei gay nominati come 175 (paragrafo del codice penale tedesco contro l'omosessualità maschile), giuridicamente non esisteva; dall'altro lato il sistema classificatorio giuridico e concentrazionario nazista ha modellato il sistema classificatorio della giustizia di transizione: chi non era esplicitamente nominato nei documenti e nelle forme classificatorie dei campi di concentramento (i triangoli di vario colore, tristemente noti) ha avuto difficoltà nel dopoguerra a costituirsi ed essere riconosciuto dagli stati europei come vittima dei regimi nazifascisti.

Da qui i ritardi nel riconoscimento: solo nel 1987 nel parlamento di Bonn furono ascoltate delle vittime del Nazismo nella loro qualità di lesbiche [...] La raccolta di saggi oltre a costituire un corpus di studi fondamentale per costruire una solida storiografia lesbica ha [...] anche un altro grande pregio: la prospettiva europea e transnazionale [...] Questo ha permesso di vedere quanto lo stigma dell'identità lesbica fosse interiorizzato sia dalle stesse lesbiche sia dalle militanti antifasciste in chiave antitedesca..."

Frammento tratto da:
www.http://centrotrame.wordpress.com/2010/09/06/storia-della-persecuzione-de
lle-lesbiche-sotto-il-nazifascismo-la-fine-di-una-damnatio-memoriae/


Sabato 29 Gennaio 2011 ore 20.00

************************************
c/o CDM Corso Garibaldi 91, Milano MM2 Moscova

Per le Socie, ingresso, buffet e prima consumazione: 7 Euro
Per le Nuove, ingresso, buffet, prima consumazione e tessera associativa: 15 Euro

sabato 8 gennaio 2011

R/esistenze lesbiche - la recensione dei Quaderni Viola


Pubblicata sul terzo numero dei "Quaderni viola", Orgoglio e pregiudizio. Le lesbiche in Italia nel 2010: politica, teoria, storia, immaginari,Edizioni Alegre 2010, pp. 120-121

R/esistenze lesbiche nell'Europa nazifascista
a cura di Paola Guazzo, Ines Rieder, Vincenza Scuderi (Ombre Corte 2010)

Il libro è frutto di un lavoro corale sulle ancora scarse fonti e testimonianze sulla storia lesbica durante i nazifascismi europei; si tratta di una raccolta di contributi di note storiche europee del lesbismo (fra cui ricordiamo Claudia Schoppmann, Ilse Kokula e Marie-Jo Bonnet e Raquel Osborne, che si è occupata della censura e repressione del lesbismo nelle carceri franchiste). Lo scambio di idee e materiali via web ha reso possibile un confronto fra studiose, in particolare sulla tematica dei rapporti lesbici e della loro rimozione all'interno dei lager, in quella “zona grigia” dell'intersoggettività sofferente e conflittuale in condizioni estreme. La barra su r/esistenze indica come per le lesbiche la stessa esistenza possa essere considerata una forma di resistenza (all'eterosessualità obbligatoria, alla cancellazione di sé), ancor più in periodi di forzata normalizzazione di tutte le donne come quelli dei fascismi europei. Tuttavia, la Resistenza che trova spazio nel libro è anche quella esplicitamente politica di lesbiche che combatterono le dittature di Hitler, Mussolini e Franco; fra queste, oltre alle già note Claude Cahun e Frieda Belinfante, ricordiamo Mopsa Sternheim, alla quale è dedicato un saggio.
Nel libro viene a cadere il pregiudizio della non punibilità del lesbismo, che condiziona ancora oggi la scarsa presenza delle lesbiche nelle commemorazioni dell'“omocausto”: in Austria il Paragrafo 129 del Codice Penale non faceva alcuna distinzione fra maschi e femmine; nella sola Vienna le lesbiche incriminate furono, dal 1938 al 1943, sessantasei. Inoltre, molte lesbiche furono internate durante la guerra come “asociali” e portarono il triangolo nero nei lager. Altri casi presenti nel libro sono quelli di donne internate per una commistione esplosiva fra lesbismo, impegno politico ed origine ebraica. È interessante notare che la repressione fu un'onda lunga, non esauribile con la fine del nazismo: in Germania il Paragrafo 175, che puniva le relazioni omosessuali, restò in vigore a Est fino al 1957 e ad Ovest fino al 1968; in Austria il 129 fu abrogato solo nel 1971. Scrive Marina La Farina in una recensione sulla rivista “Casablanca”: “E mentre si tenta ancora una volta di “pacificare” il passato, scambiando visite di cortesia con Casa Pound, la pubblicazione di questo testo, affermazione del desiderio di fare una ricerca su di noi, diventa una risposta al lassismo culturale: le radici di persecuzione e di morte non possono trovare ‘ragioni’”.

R/esistenze lesbiche alla fnac di Torino


Giovedì 27 gennaio 2011
ore 18.00
Fnac Torino Centro
Via Roma, 56


per il ciclo di incontri: "La Stanza Viola",
in collaborazione
con il Circolo glbtq Maurice, presentazione del testo:

R/esistenze lesbiche nell'Europa nazifascista

a cura di Paola Guazzo, Ines Rieder, Vincenza Scuderi
Ombre corte Ed.


Interviene Paola Guazzo, conduce Antonio Soggia

lunedì 27 dicembre 2010

R/esistenze lesbiche - la recensione di Umberto Brancia

Pubblicata sulla rivista "Confronti" (Per il dialogo inter-religioso)

R/esistenze lesbiche nell’europa nazifascista.
a cura da Paola Guazzo, Ines Rieder, Vincenza Scuderi
Ombre Corte, 2010, pp.190, Euro 19.00

La prima, istintiva reazione di chi finisce di leggere questo libro è quella di andare col pensiero all' attualità politica di questi mesi: omofobia diffusa, violenze e terribili battute dei nostri politici di governo, che usano l' isteria contro i gay a fini elettorali. La reazione è forse scontata, ma sana. La questione della persecuzione delle diverse identità omosessuali in Europa e nel mondo è troppo drammatica per ridurre le vicende italiane solo alle barzellette del premier.
Il volume contiene una raccolta di saggi di diverse studiose italiane e di cultura francese, austro-tedesca, e spagnola: gli interventi sono il risultato di difficili ricerche storiche sulle r/esistenze delle lesbiche in alcuni paesi europei durante il periodo nazifascista. Va spiegata innanzi tutto la difficolta di un tema storiografico come questo e la scelta del titolo con la barra all' interno della primo termine.
I saggi intendono descrivere le vicende di resistenza al fascismo di figure importanti del lesbismo europeo. Si tratta spesso di militanti politiche della Resistenza europea, oggi assai note. Si veda, ad esempio, il notevole saggio dedicato al campo di Ravensbrueck, in cui morirono 130.000 deportati, dei quali 110.000 donne. Marie- Jo Bonnet vi ricorda nomi celebri come quello di Germaine Tillion, militante politica ed etnografa, o Margarete Buber-Neumann, giornalista e scrittrice che intreccio un amore con Milena Jesenská, la donna della famosa relazione con Franz Kafka.
Ma nel libro non troviamo solo figure di personalità colte o politiche ( che spesso celavano le loro preferenze dietro una militanza ascetica), ma donne comuni che opposero alla repressione strategie di sopravvivenza individuale (compromessi, matrimoni di convenienza, prostituzione). Quindi non solo resistenze, ma esistenze concrete: il libro vuole essere il racconto lucido e commosso di percorsi di difesa della propria identità di genere in un' Europa autoritaria, nemica di ogni diversità.
L' analisi della condizione lesbica si intreccia con le vicende storiche e politiche dell' Europa tra le due guerre. In Germania, dopo la relativa situazione di liberta durante il periodo di Weimar, si stende progressivamente una cortina di intimidazioni, attività repressive e - dopo il 1940 - di deportazioni.
C' è da notare un dato che riguarda molti paesi europei. Ovunque veniva punita e perseguita l'omosessualità maschile, ma su quella femminile, si teneva un genere un comportamento diverso, vista anche la generale subordinazione della donna alla visione maschile: minimazzazione prima, persecuzione dopo. Si cancellò l' esistenza del soggetto lesbico, attraverso aggettivazioni che giustificarono la persecuzione: malate mentali, criminali, ebree, ecc.
Il volume raccoglie i primi risultati di un progetto di ricerca di studiose di vari paesi, per dare visibilità ad una storia taciuta. Ma le oppressioni che descrive sono un' onda nera che arriva sino ad oggi. Perciò va letto con lo sguardo rivolto ad un' attualità, piena di presagi sinistri. ( Umberto Brancia)

lunedì 22 novembre 2010

R/esistenze lesbiche a San Lazzaro di Savena (Bologna)

Fra gli eventi del FESTIVAL LA VIOLENZA ILLUSTRATA 2010 organizzato dalla Casa delle donne per non subire violenza segnaliamo che fino al 28 novembre, a San Lazzaro di Savena, sarà esposta la mostra fotografica “Noi, utopia delle donne di ieri, memoria delle donne di domani: quarant'anni di storia del movimento donne”. La mostra, voluta dall'associazione "Carlo Giuliani", si trova alla Sala di Città in via Emilia 92 ed è visibile dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 20 e il sabato e la domenica dalle 15:30. Nello stesso luogo, il 26 novembre alle 18 verrà presentato saggio “R/esistenze lesbiche nell'Europa nazifascista” a cura di Paola Guazzo, Ines Rieder e Vincenza Scuderi. Con Paola Guazzo ed Eva Mamini. Qui il programma del Festival: http://www.casadonne.it/cms/images/pdf/iniziative/2010/festivalviolenza_pro2010.pdf

venerdì 12 novembre 2010

R/esistenze lesbiche, articolo su "L'arena" di Verona


LIBRI. Presentazione al Circolo Pink

Le donne lesbiche
«cancellate»
dal nazifascismo

La curatrice Guazzo:«Situazioni ereditate anche nel dopoguerra»

«Realizzare questo lavoro non è stato semplicissimo perché questo è un tipo di storia che è ancora una pagina bianca, almeno in Italia». Lo ha affermato Paola Guazzo, una delle tre curatrici del libro «R/esistenze lesbiche nell'Europa nazifascista» (pubblicato dalla casa editrice veronese Ombre Corte) durante la presentazione del volume al Circolo Pink in via Scrimiari.
All'incontro hanno partecipato anche Silvia Pasquetto, dell'Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea, e Novello Paglianti, docente di antropologia culturale all'università di Padova.
Durante l'illustrazione del libro, che raccoglie una serie di saggi scritti da storiche (italiane e straniere) del lesbismo e riguardanti in particolare paesi come Germania, Austria e Spagna, oltre che l'Italia, sono state evidenziate alcune differenze tra le nazioni sul trattamento riservato durante i regimi dittatoriali.
In Germania il noto Paragrafo 175 del codice penale puniva gli atti omosessuali tra uomini, non quelli tra donne che nemmeno considerava.
In Austria, è stato osservato, esisteva il Paragrafo 129 che, invece, sanzionava gli atti omosessuali tra donne: tale norma rimase in vigore fino al 1971.
Sono stati citati poi alcuni casi individuali di "r/esistenza", come quello della musicista olandese Frieda Belinfante, di origine ebraica e dichiaratamente lesbica, che partecipò attivamente alla resistenza olandese: per favorire la fuga degli ebrei falsificò documenti e, assieme allo scrittore gay Willem Arondeus, arrivò a distruggere i dati dell'anagrafe nazionale.
«Non è soltanto un libro che parla del passato» ha precisato Guazzo «ma anche di situazioni che hanno un'onda lunga pure a livello di comportamenti nel dopoguerra e sono attuali». Per la professoressa Pasquetto il testo presentato «merita molto rispetto per la fatica di gestire le poche fonti a disposizione».
Nella sede del Circolo Pink è stata anche inaugurata una mostra fotografica sulle donne deportate, curata da Azione Gay e Lesbica Firenze ed intitolata «Le SS ci guardavano: per loro eravamo come degli scarafaggi». La mostra è costituita da 12 pannelli espositivi con 77 foto che ritraggono donne discriminate, umiliate, torturate e uccise dai nazisti.
M.S.
"L'Arena", 10 novembre 2010

martedì 9 novembre 2010

R/esistenze lesbiche al Bookout di Pisa

Al Bookout di Pisa (prima fiera italiana del libro glbt)presentazione di R/esistenze lesbiche in occasione del dibattito su "Ebraismo e omosessualità". Con il rav Luciano Meir Caro della Comunità ebraica di Pisa e Paola Guazzo. Dalle ore 11 del 14 novembre, Stazione Leopolda, Pisa.

R/esistenze lesbiche a Reggio Emilia

R/esistenze lesbiche a Reggio Emilia
LIBRERIA INFOSHOP MAG6

via Sante Vincenzi, 13/a, REGGIO EMILIA

(laterale di Via Matteotti, zona Mirabello):

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SABATO 13 NOVEMBRE, ore 17:
R/ESISTENZE LESBICHE NELL’EUROPA NAZIFASCISTA.
(Ombre Corte, 2010

Presentazione del libro
curato da Paola Guazzo, Ines Rieder, Vincenza Scuderi

alla presenza di PAOLA GUAZZO.
Introduce ALESSANDRA FONTANESI di Istoreco.